13 Agosto 2022
19 Marzo 2022

Venerdì 25 Marzo: Solennità dell’Annunciazione

Papa Francesco consacra Russia e Ucraina al Cuore Immacolato di Maria durante la Celebrazione della Penitenza che presiederà alle ore 17 nella Basilica di San Pietro, a Roma. Lo stesso atto, sempre nel giorno in cui la Chiesa festeggia la Solennità dell’Annunciazione del Signore, sarà compiuto a Fatima dal cardinale Konrad Krajewski, elemosiniere di sua santità, come inviato del Santo Padre.
Una richiesta in tal senso era stata formulata lo scorso 2 marzo, con una lettera al Papa, dai vescovi cattolici di rito latino dell’Ucraina. «In queste ore di incommensurabile dolore e di terribile calvario per il nostro popolo – scrivevano –, noi, vescovi della Conferenza episcopale dell’Ucraina, siamo portavoce della preghiera incessante e accorata, sostenuta dai nostri sacerdoti e dalle persone consacrate, che ci viene da tutto il popolo cristiano per la consacrazione della nostra Patria e della Russia».
«Rispondendo a questa preghiera, – aggiungevano – chiediamo umilmente a vostra santità di compiere pubblicamente l’atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria dell’Ucraina e della Russia, come richiesto dalla Beata Vergine a Fatima».
Il prossimo venerdì, solennità dell’Annunciazione a Maria, non sarà il tradizionale venerdì aliturgico della liturgia ambrosiana, per cui non ci sarà la Via Crucis né l’adorazione della Croce. Le messe saranno celebrate in unione particolare con il Papa che, con questo gesto, vuole affidare a Maria le sorti della nazione russa e ucraina. È dunque sempre rinnovato l’invito ad unirsi nella preghiera a Maria per chiedere il dono
della pace.
Celebrare l’annuncio dell’angelo a Maria diventa per noi l’invito di Dio a stare al proprio posto nel mondo, nell’ora attuale, quella che ci è data di vivere, e questo può anche richiedere di passare attraverso la croce, certo! Però noi sappiamo che il nostro cammino non si ferma lì, sul Golgota, ma giunge al sepolcro vuoto, al giardino, a quel paradiso che la morte vorrebbe cancellare dal nostro pensiero e dal nostro desiderio.
La nostra speranza è più forte della morte: dalla croce alla risurrezione, non solo nell’aldilà, ma già qui.
La comunione con il popolo ucraino nasce dal sentirsi loro vicini in queste ore buie e dolorose, è alimentata da questa speranza che accresce la solidarietà e giunge insieme a tutto il mondo alla preghiera per la pace, che è l’anticipo, qui e ora, del Paradiso.

Don Luca