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DOMENICA 21 APRILE – S. PASQUA

CRISTO SIGNORE E’ RISORTO! ALLELUIA!

Carissimi,

un grido, una tomba vuota, le apparizioni, la Scrittura, le donne, tutti elementi per un unico annuncio che ha sconvolto radicalmente e totalmente l’umanità: Cristo Signore è Risorto! Alleluia!

La morte è stata vinta e l’amore di Dio ha trionfato per sempre.

Alleluia è un grido di esultanza che significa “Lodate il Signore”; “Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica”. Dio vi benedica grandemente. Pace a tutti voi.

L’Amore consolante del Cristo Risorto accompagni ciascuno di noi, in particolare coloro che hanno il cuore ferito.

“Sono io – dice il Cristo –

Sono io che ho distrutto la morte,
che ho trionfato del nemico,
che ho rapito l’uomo alla sommità dei cieli.
Orsù, dunque, venite voi tutte stirpi umane
immerse nei peccati.
Ricevete la remissione dei peccati.
Sono io, infatti, la vostra remissione;
sono io la Pasqua della salvezza,
io l’Agnello immolato per voi,
io il vostro riscatto,
io la vostra vita,
io la vostra risurrezione,
io la vostra luce,
io la vostra salvezza,
io il vostro re.
Io vi mostrerò il Padre”.
(Melitone di Sardi, Sulla Pasqua, 102-103)

I PRIGIONIERI DELLA NOTTE E

L’ALBA DELLA PASQUA

I prigionieri della notte hanno le loro perentorie sicurezze e confini certi per le

loro aspettative, orari definiti per l’ebrezza e l’esito inevitabile della disperazione: li trattiene la notte.

 I figli della luce figli del giorno si inoltrano in percorsi inesplorati, volgono lo sguardo verso orizzonti lontani, ad ogni passo li sorprende lo stupore, nella loro serietà è custodita la letizia, nella fatica una fierezza: li chiama una voce amica.

 I prigionieri della notte conoscono parole grigie per intrattenersi nel tempo immobile, si aggregano in allegre compagnie, si sfidano in incontenibili violenze: nella notte infinita è seminato un principio di follia.

 I figli della luce e figli del giorno raccolgono scintille di luce nella speranza dei padri e nel cantico dei testimoni, si incoraggiano in un’amicizia che è come una preghiera, praticano una mitezza che sembra una resa ed è – in verità – un affidarsi: nel cuore della notte intravedono il mattino di Pasqua.

 I prigionieri della notte insultano beffardi, storcono le labbra, scuotono il capo, sfidano Dio e chi a Lui si affida, tramano contro il giusto, hanno nascosto lacci e funi con la complicità del buio impenetrabile: nel nascondiglio della notte pensano di sottrarsi al giudizio di Dio.

 I figli della luce scorgono tutt’attorno lacrime da asciugare, ferite da curare, piedi da lavare, fratelli da servire, seminano sorrisi, vincono il male con il bene, sono certi di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi.

 Voi fratelli non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro.

Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno.

Siete nati a Pasqua.

 

(Arcivescovo Mario Delpini)