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DOMENICA 24 SETTEMBRE

GRAZIE

Carissimi,

anche a nome dei miei fratelli, un “Grazie” sincero e riconoscente per tutto quello che avete preparato e organizzato per ricordare i miei 40 anni di sacerdozio. Ringrazio il Signore per avermi fatto trovare persone che mi hanno aperto la loro vita e le loro case. Il prete resta “mistero” a se stesso. Perché proprio a me? Perché adesso? Il desiderio è uno solo: corrispondere il più possibile a una Grazia che ti precede, ti sovrasta ma anche ti sorregge. Senza di essa l’uomo – prete è come gli altri ma è chiamato a dare ai fratelli la vita di Dio attraverso i Sacramenti. Ogni giorno ci sono gesti umani e altri dove il divino si rende presente e operante. Quando pensavo a sacerdoti che festeggiavano anniversari li vedevo lontani; e adesso senza accorgermi sono passati anche per me. Ricordo due espressioni: “La chiamata di Dio è irreversibile. Il Signore è fedele per sempre”. L’altra: “Ti basta la mia Grazia”. Mi sono sempre sentito accompagnato dalla preghiera dalla sofferenza di tante persone. Continuate, per favore, a sostenermi. Il prete è tale grazie alla sua gente. Voi siete la mia famiglia.

 

LA PAROLA

Settimana scorsa avevo accennato alla “Domenica della Parola”: ormai da parecchi anni si va sempre più prendendo coscienza del dono della Parola e della sua importanza. La Bibbia inizia così: “In principio Dio creò il cielo e la terra. e Dio disse: ci sia la luce”. La Parola è un Parola creatrice. E’ Dio stesso che si rende presente e parla oggi, e noi lo ascoltiamo da seduti perché di fronte al maestro. In piedi ascoltiamo la Parola di Gesù, il suo Vangelo e ci tracciamo un segno di croce sulla fronte, sulle labbra, sul cuore. Chiediamo a Lui di conoscerlo – amarlo – annunciarlo. I gesti possono essere ripetuti meccanicamente o vissuti nel loro significato. Il Signore ci conceda come al profeta Samuele di non lasciare andare a vuoto una sola delle sue Parole.

don Giovanni