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DOMENICA 26 GENNAIO 2020

LA BELLEZZA DEL QUOTIDIANO VISSUTO IN FAMIGLIA

Carissimi,

per orientare la Festa della Famiglia di quest’anno, il Vescovo ci propone di riflettere su Fil 4, 8-9:  “In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri. Ciò che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, è quello che dovete fare. E il Dio della pace sarà con voi!”.

Così l’Arcivescovo: “La bellezza del quotidiano vissuto in famiglia parte dal fatto che Gesù a Nazaret viveva il suo presente quotidiano come una sorta di apprendistato della vita degli uomini” (pag. 59).

Ci sarà capitato parecchie volte di fronte a situazioni che non potevamo non affrontare di esclamare: “E’ la vita!”. Ma la vita che cos’è? E’ il susseguirsi dei giorni, ma con che senso? Una prima espressione è quella di “non dare i giorni alla vita, ma di dare vita ai giorni” e pertanto cercare di vivere con motivazione, determinazione perché questa è la differenza.

  • Il Vangelo di questa Domenica  ci parla di Gesù che per tre giorni mette a soqquadro la sua famiglia e seppure nell’incomprensione la famiglia di Nazaret riparte anche se tutto non è chiaro ma sta insieme e condivide. Anche le nostre famiglie pur imperfette, limitate, tutte però sono capaci di incamminarsi e di condividere. Auguro a ogni famiglia di sapere custodire i piccoli gesti quotidiani che sono gesti particolari dell’amore. Così Papa Francesco: “La famiglia dove i membri si prendono cura gli uni degli altri attraverso parole vive e concrete, dove l’uomo e la donna si dicono il loro amore attraverso lo sguardo, l’aiuto, la carezza, il gesto gentile, l’abbraccio… li è presente il Risorto e si esprime l’amore di Dio” (Amoris Laetitia 145-321).

 

  • Ancora: noi ci pre-occupiamo: vuol dire occuparci prima che le cose accadano e nella paura che accadano. Il Signore ci conceda di vivere ciascun giorno, come dice il Vangelo, con il desiderio di essere fedeli a noi stessi pur nella fragilità. “A ciascun giorno basta la sua pena”. Il Vangelo con insistenza vuole farci toccare con mano che possiamo e dobbiamo affidarci di più, che il Signore è rifugio e forza; che il Signore è fedele per sempre. Non è che l’indifferenza verso il Signore soggiace a tante scelte dove siamo gli uni contro gli altri perché ci sentiamo minacciati o noi al centro di tutto? Non abbiamo che l’oggi per amare!

don Giovanni