25 Aprile 2024
27 Maggio 2023

Pentecoste e pace

“Pentecoste e pace”

«Signore, siamo qui davanti a te nel dolore e nella speranza consapevoli della nostra debolezza e delle nostre colpe ma fiduciosi nella tua misericordia. Tu hai detto “cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” Tu hai promesso di dare cose buone e il tuo stesso Spirito a coloro che te lo chiedono. Noi ci uniamo alla preghiera del tuo Figlio, all’intercessione che sempre egli ti presenta per i peccati degli
uomini.
Signore Dio nostro, tu non godi della morte di chi muore; il pianto delle vedove e della madri, le lacrime dei fuggiaschi toccano il tuo cuore. Tu hai guardato alle lacrime del tuo popolo in Egitto e hai ascoltato il grido dei deportati in Babilonia.
Noi veniamo a te con la certezza che tu ispiri questa nostra preghiera perché la vuoi ascoltare ed esaudire.
Tu vuoi donarci un cuore nuovo e uno spirito nuovo. Tu infondi in noi uno spirito di amore e di pace. Noi ci sentiamo tanto deboli e peccatori di fronte a te; noi abbiamo troppe volte scelto la morte e non la vita. Armi di morte stanno uccidendo tanti nostri fratelli e sorelle. Innumerevoli sono le devastazioni, senza fine coloro che sono costretti ad abbandonare le loro case: questi drammi ci pesano e ci schiacciano e non siamo capaci di conversione. Ma ancora più ci schiacciano l’odio, le vendette, il rancore tra i popoli.
Riconosciamo i nostri peccati, l’odio si è accumulato nei nostri cuori; chiediamo la grazie della conversione e del perdono perché scegliamo la morte e non la vita.
Ti invochiamo: manda su di noi e sulla terra intera e soprattutto su coloro che soffrono per la guerra i doni del tuo Spirito: amore, gioia, pace, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé. Donaci quell’amore che spegne l’odio, donaci la gioia che vince la tristezza, donaci la pace che schiaccia la guerra, donaci una benevolenza capace di perdono, donaci una bontà che spenga il male, donaci la fedeltà ai propositi di pace, donaci la mitezza che fa cadere le armi, donaci il dominio di sé che non conosce la vendetta.
Donaci di aprire il nostro cuore ai profughi, ai feriti, a chi è rimasto solo, a chi è nel lutto e nella disperazione, rendi i governanti capaci di gesti profetici di pace e di riconciliazione, rendi ciascuno di noi coraggioso e inventivo nel proclamare il bisogno di pace. Dona a tutti gli uomini di comprendere che con la pace nulla è perduto, ma tutto lo è con la guerra e l’odio».

Card. C. M. Martini, 22 maggio 1999