5 Dicembre 2022
8 Ottobre 2022

La preghiera del Rosario

Vorrei spendere qualche parola sulle tante obiezioni, luoghi comuni, che circolano e persistono intorno al Rosario. Talvolta frutto di pregiudizio, talaltra di ignoranza, di superficialità o di snobismo culturale, a farle cadere basterebbe l’esercizio di un sano senso critico. Sta di fatto che esso da secoli continua ad alimentare la vita spirituale di milioni di persone, di ogni età ed estrazione culturale; la Chiesa vi fa ricorso nei momenti più difficili della storia e non ci sono Papi che non l’abbiano pregato, riproposto, raccomandato.
Papa Francesco ha sottolineato che “c’è un segreto per farlo: la semplicità”. Che bello! Vuoi vedere che è proprio questa a mancarci? E perciò abbiamo difficoltà a pregare il rosario? In fondo non c’è niente di complicato: un Padre nostro, dieci Ave Maria ed un Gloria al Padre che ci conducono, in punta di piedi, a contemplare i Misteri, cioè gli avvenimenti principali della vita di Gesù e alcuni momenti salienti del
coinvolgimento di Maria e dei discepoli, richiamati da brevi frasi.
Una preghiera semplice, il Rosario: evangelicamente ispirata, chiede a chi la prega di educare occhi e cuore allo sguardo, di contemplare Cristo per assimilarne la vita; sussurrare a Lui con cuore innamorato, il nostro bene, il bisogno di Lui e della sua Salvezza; confidare a Maria la nostra fiducia nella sua potente, materna e tenera intercessione.
Una preghiera ripetitiva, sì, com’è ripetitivo, ordinato, puntuale e costante il battito del cuore che vive e fa vivere. Ripetitiva e sempre nuova, com’è ripetitivo e sempre nuovo il pronunciare parole d’amore a chi si ama, senza per questo stancarsi.
Vuoi vedere che talvolta il Rosario è un concentrato di “sfide” al nostro esserci inariditi, distratti, dissipati? Vuoi vedere che il Rosario riassunto e simboleggiato nel suo materiale oggetto – la corona – appena lo prendi in mano anche solo per “sgranare” qui e lì qualche Ave Maria, diventa una scuola di preghiera e di Vangelo?
Un percorso di educazione e rieducazione delle parole e dei silenzi, di un cuore che pulsa? Vuoi vedere che se ti lasci legare da questa “catena dolce”, Maria scioglie i nodi che porti in gola, riannodandoti alle sorgenti del tuo stesso cuore? Del tuo Dio? Del tuo prossimo? Vuoi vedere che la semplicità, talvolta derisa, di quest’antica preghiera ti restituisce il gusto di un’infanzia spirituale a lungo cercata?

Don Raffaele Ponticelli