13 Agosto 2022
23 Gennaio 2022

Educare alla fede oggi

“Quando il Figlio dell’uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?” (Lc 18,8)
«Paura, chiusure, distanziamento, messa in tv… Le esperienze vissute in particolare nei mesi duri del lockdown, ma poi anche in quelli successivi, hanno diminuito la frequenza e la presenza in Chiesa, andando a incidere ancora di più su uno stato di salute non proprio incoraggiante. La realtà, infatti, può sembrare impietosa…
» (Ezio Aceti).
La fede interessa ancora alla gente? Come trasmetterla? Come parlare di Gesù ai bambini, ai ragazzi e ai giovani di oggi, ma anche al mondo adulto? Davanti a queste domande Papa Francesco promuove il rinnovamento della catechesi, per essere in grado di annunciare il vangelo alle nuove generazioni, e lo fa a partire dalla figura del catechista: va in questo senso la lettera apostolica Antiquum ministerium con la quale istituisce il ministero laicale del catechista.
Di quanto consideri strategico questo servizio per testimoniare l’amore di Dio a tutti, Papa Francesco aveva già parlato in altre occasioni, delineando alcune linee di fondo di questa “vocazione”. Un compito che, naturalmente, spetta non solo al catechista ma a tutta la comunità cristiana.
Due sono le caratteristiche che emergono nel pensiero del Papa: quella del catechista è una vocazione “alta”, in quanto chiamato per primo ad un rapporto di intimità con il Dio che annuncia. Allo stesso tempo è una chiamata a vivere proteso verso l’uomo, ad ascoltare i suoi bisogni, i suoi problemi, le sue sofferenze. Il catechista, cioè, è un pedagogo che semplifica, vive e organizza i contenuti della fede, per offrirli ai bambini.
Per realizzare tutto questo, sono necessari due atteggiamenti pedagogici fondamentali: il decentramento e la semplificazione. Decentrarsi significa mettere al centro il bambino/ragazzo e ciò che lui vive. Semplificare significa rendere comprensibile quello che si dice, tenendo sempre presente che lo Spirito agisce nel loro cuore e li illuminerà.
Per Papa Francesco, in fondo, il catechista è un innamorato di Dio e dell’uomo che, con le sue capacità e a nome della comunità intera, porge ai ragazzi la perla preziosa: Gesù! Preghiamo perché siano così le nostre catechiste, gli educatori, gli allenatori…