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In festa per la famiglia
La Chiesa ci offre una definizione meravigliosa della realtà familiare: la famiglia è comunità di vita e di amore. Il punto di partenza è quel passaggio di Genesi, citato anche da Gesù, in cui si spiega che «Dio creò l’uomo a sua immagine… maschio e femmina li creò». E papa Francesco in Amoris laetitia commentava: «La coppia che ama e genera la vita è la vera scultura vivente, capace di manifestare il Dio creatore e salvatore».
Ora, sappiamo bene che la realtà della famiglia oggi è molto diversificata e soprattutto in cambiamento. In questi ultimi anni sono state tante le ricerche che hanno cercato di ipotizzare la famiglia che verrà. Si è parlato di fine della fami-glia, di società post-familiare, di evaporazione della famiglia tradizionale. Tutto vero, almeno in parte. Le statistiche sono lì a raccontarlo. La famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, aperta alla vita, ponte tra le generazioni si sta dissolvendo sotto i nostri occhi. Facciamo fatica ad accettarlo, anche se non si tratta di una sorpresa totale. Il numero dei matrimoni è in costante calo da alme-no trent’anni (circa 180mila nel 2024 rispetto agli oltre 500mila all’inizio degli anni Settanta) e in questa parabola discendente sono soprattutto le nozze in chiesa ad aver subito il contraccolpo più terribile. Il dato più sconcertante arriva da Milano che, come sappiamo, anticipa tradizionalmente, nel bene e nel male, le tendenze sociali del Paese. Da gennaio a maggio 2025, a fronte di 929 matrimoni civili, quelli religiosi sono stati solo 63, poco più del 7 per cento.
“La circostanza è così densa di interrogativi da sollecitare domande affollate da preoccupazioni. Nel senso che conosciamo molto bene i valori, i vantaggi, le risorse del modello di famiglia che stiamo, in qualche modo, per lasciarci alle spalle, comprese ombre e contraddizioni. Ma non sappiamo quasi nulla delle conseguenze determinate dalle nuove forme familiari, da quello cioè che ci attenderà in un futuro ormai prossimo. Soprattutto facciamo fatica ad immaginare la società che verrà modellata da queste forme fluide, riaggregate, mutevoli, ricomposte, anche non binarie, secondo schemi che conosciamo abbastanza ma di cui ignoriamo gli effetti a lunga scadenza”.
E quindi? Credo che solo se saremo in grado di vivere in maniera bella la realtà della nostra famiglia, se sapremo far vedere la ricchezza delle relazioni che in es-sa si respira, se sapremo vivere la cura al suo interno come esempio di vita alta… insomma, solo se sapremo vivere la famiglia come luogo della gioia, solo così potremo sperare che i giovani anche oggi possano pensare di scegliere questa for-ma divina di relazione di coppia! È per questo che oggi siamo in festa!
Don Luca