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Festa dell’oratorio: Fatti Avanti!
«L’apertura dell’anno oratoriano è una festa. In questo modo l’oratorio vuole lanciare un messaggio molto importante: ogni inizio è caratterizzato dall’accoglienza e dalla gratitudine, perché l’amore di Dio ci precede sempre, con la generosità dei suoi doni e la forza del suo entusiasmo. Facciamo festa con tutti e per tutti, perché tutti – nessuno escluso – sono abbracciati dall’amore del Padre e coinvolti nello slancio della sua carità. L’oratorio si apre perché ha un messaggio urgente da condividere con tutti i ragazzi e gli adolescenti: tu sei pensato, sei cercato, amato e perdonato. E ancora: la tua vita è buona; tu sei buono e sei portatore di benedizione, di felicità e di amore. Tu sei chiamato a fondare la tua vita sull’amore e sulla capacità di ama-re che porti dentro di te. Non ascoltare le tue tristezze. Fatti avanti, senza paura».
Queste le parole iniziali di don Stefano Guidi, direttore della FOM, per dare inizio a questo nuovo anno in oratorio.
Qualche sottolineatura:
- “L’apertura dell’anno oratoriano è una festa”: nella nostra parrocchia ci sono tante occasioni di fare festa, ma la festa dell’oratorio non è così tanto sentita e valorizzata. Vorrei che lo fosse di più, per i ragazzi, i loro genitori e tutta quanta la comunità. Partecipare alle varie iniziative è segno di attenzione per una realtà che guarda al futuro, perché i giovani sono il futuro! A chi non interessa il futuro, non interessa l’oratorio. Chi non ha interesse per l’oratorio, non ha a cuore il futuro.
- Si fa festa PER l’oratorio: perché l’oratorio c’è e funziona! Ho già avuto modo di ringraziare i volontari di tutta la parrocchia (e non è mai abbastanza il farlo) per tutto quello che fanno. Qui mi preme sottolineare quello che tante persone mi dicono spesso, non solo per l’oratorio estivo: “Meno male che c’è l’oratorio!”; “Don, ringrazia tutti gli animatori e i volontari per quello che fanno, perché altrimenti quest’anno non avrei saputo come fare con mio figlio, perché la chemio è pesante”… e si potrebbe continuare a lungo.
- In oratorio uno si sente e si deve sentire AMATO per quello che è, non certo per quello che fa o è in grado di fare. Su questo noi possiamo crescere!
- In oratorio uno impara ad amare! Non si viene in oratorio semplicemente per stare bene con gli amici, ma per comprendere chi siamo e per che cosa siamo fatti, per capire quale contributo dare affinchè il mondo in cui viviamo sia migliore. L’oratorio è un trampolino di lancio: non una scala per emergere né una culla dove stare per non crescere mai!
Un invito: che non si pensi che l’oratorio sia solo dei ragazzi: deve essere sempre più una realtà dove ogni generazione trovi casa.
Don Luca