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Ciechi di ieri e di oggi
Terminano questa domenica le paraolimpiadi di Milano-Cortina e, nonostante poca risonanza mediatica (purtroppo), sono state un “bello” spettacolo, bello perché si e vista tanta buona gente! Fabrizio Casal è uno di loro: guida per la sciatrice ipovedente Chiara Mazzel con cui, insieme, hanno vinto diverse medaglie. Fabrizio ha rinunciato a quella che poteva essere una buona carriera personale per seguire persone ipovedenti. C’é un’empatia, una capacità di mettersi nei panni dell’altro che fa la differenza. Un rapporto intenso: «Ti lega un sentimento familiare. Come aver cura per il proprio papà o un tuo fratello e riuscire a dargli fiducia quando magari affrontano una difficoltà. Se non ci metti tutto te stesso non riesci. È un atto d’amore incondizionato. Nel mio animo ho sempre sentito questo bisogno di aiutare e ascoltare gli altri, intuirne le difficoltà ed entrare in sintonia con loro». Un talento ricevuto in eredita senza alcun dubbio: «Vengo da una famiglia molto cattolica. Devo ai miei genitori, a mia madre in particolare, questa dimensione interiore che mi permette di andare verso l’altro». Guide speciali, quasi angeli custodi, che vanno avanti al paratleta e devono pensare per due. «Il segreto? Ascolto e fiducia nell’altro». Gli stessi ingredienti che hanno portato il cieco nato a poter vedere e che forse dovremmo tornare ad utilizzare anche noi!
Don Luca